Le terapie e l’omosessualità

Freud riteneva che l’omosessualità non fosse certo un grande vantaggio, ma precisava che “non è nulla di vergognoso, non un vizio, né una degradazione e non può essere classificato come una malattia” ,a 75 anni da questa lettera alcuni terapeuti tendono a trattare le persone con tendenze omosessuali come malate. Grande eco e risonanza sui media hanno avuto le terapie riparative di uno psicologo americano al punto che l’Ordine degli psicologi ha voluto esprimere la sua posizione in merito, riportiamo qui di seguito degli estratti con delle precisazioni finali.

L’Ordine degli Psicologi della Lombardia difende la libertà dei terapeuti di esplorare senza posizioni pregiudiziali l’orientamento sessuale dei propri clienti, segnalando che qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Segnala inoltre che le cosiddette “terapie riparative”, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di “cambiare” o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi. […] Pertanto condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una “variante naturale del comportamento umano” […]Data la natura particolarmente delicata del tema affrontato e la grande eco che la posizione espressa da OPL ha suscitato presso i media, è opportuno precisarne il senso e i confini. OPL non ha espresso una condanna di opinione, ma avendo esaminato l’opera di Joseph Nicolosi con specifico riferimento alla sua applicazione clinica, ha segnalato i rischi deontologici che vi sono connessi, con speciale attenzione alla doverosa tutela dei pazienti, in particolare se minorenni, affinché il loro orientamento sessuale non sia sottoposto a influenzamenti manipolatori.